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Monitoraggio degli apoidei: alla scoperta degli impollinatori del Parco della Biodiversità Unifarco e delle praterie dell’area Prealpina

Le praterie custodiscono un patrimonio di biodiversità ancora inesplorato. È da questa consapevolezza che nasce il monitoraggio degli apoidei avviato nelle aree del Parco della Biodiversità Unifarco, nel fondovalle bellunese, e nelle praterie montane dell’area Prealpina di Lentiai. L'obiettivo, comune ai due siti di studio, è comprendere quali specie di api selvatiche e bombi frequentino questi ambienti straordinari e ricchi di biodiversità.

Con il termine apoidei si indica la superfamiglia di insetti che comprende le api selvatiche, i bombi e l'ape domestica: impollinatori determinanti per la riproduzione della flora spontanea e per l'equilibrio degli ecosistemi in cui vivono.

In entrambi i siti si vede la mano dell’uomo che nei secoli ha plasmato questi ambienti. Oggi sono ambienti che Unifarco protegge e valorizza. Da sei anni sull’area prealpina siamo impegnati a tutelare e valorizzare ecosistemi tanto fragili quanto magnifici nelle loro fioriture estive: i prati a narciso, ovvero prati montani ricchi di specie. Habitat in declino, molti sono stati già persi con l’abbandono della montagna. 

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Il Parco della Biodiversità nell'Headquarter Unifarco

Nell’Headquarter Unifarco, invece, stiamo ricreando una situazione semi-naturale favorevole alla presenza degli impollinatori selvatici e più in generale alla biodiversità. Gli interventi comprendono:

  • la messa a dimora di filari alberati;
  • la semina di colture a perdere;
  • la creazione di un piccolo bosco;
  • la gestione di prati ricchi di fiori;
  • l’adozione di pratiche di gestione sostenibile.

La prima fase del lavoro è iniziata all'inizio della stagione, quando la presenza degli impollinatori era ancora limitata. Altri sopralluoghi sono previsti in anni diversi e in presenza di fioriture, infatti questo periodo è una fase particolarmente ricca e la comunità degli apoidei è generalmente più rappresentativa.

Il monitoraggio verrà svolto con una metodologia a basso impatto, basata principalmente sull'osservazione diretta e su un campionamento visivo, per documentare la presenza di bombi e di altri apoidei senza interferire in modo significativo con le popolazioni selvatiche e con l’ecosistema. Le osservazioni degli insetti avverranno all’interno e poco fuori le aree di studio, per poter apprezzare le differenze in termini di biodiversità.

 

Perché queste praterie hanno un valore scientifico

L'interesse scientifico di queste praterie poste in ambienti fitoclimatici diversi deriva dalla loro ricchezza botanica. Molte specie di api selvatiche presentano infatti una stretta specializzazione ecologica e sono legate a determinate piante o a specifici momenti della successione delle fioriture. Nel corso della stagione la composizione floristica cambia continuamente e, con essa, si modifica anche la comunità degli impollinatori che frequenta questi habitat.

L'obiettivo di quest'anno è realizzare una prima ricognizione, raccogliendo dati preliminari utili a comprendere se questi ambienti, tra i meglio conservati della regione, ospitino un popolamento di apoidei particolarmente ricco o caratterizzato da specie di interesse conservazionistico.

Ad oggi, la letteratura scientifica offre pochissime informazioni su questi ecosistemi. Proprio per questo motivo ogni osservazione potrà contribuire ad ampliare le conoscenze sulla biodiversità locale, trasformando ogni dato raccolto in una nuova scoperta e ponendo le basi per un programma di monitoraggio più approfondito negli anni successivi.

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